JECO-Pavia-multidisciplinarietà

JECO: multidisciplinarietà a servizio della crescita

Pavia è storicamente un polo universitario di riferimento nel panorama italiano, frequentata da docenti rinomati e studenti volenterosi provenienti da tutte le regioni.

Due anni fa, il progetto JECO sorge da una riflessione profonda: mancava nel prestigioso Network universitario pavese una realtà giovanile che potesse ridefinire i margini fra studio e lavoro.

Da tale mancanza, nella testa e nel cuore di alcune ambiziose menti dell’Università di Pavia, matura l’idea di una nuova Junior Enterprise: un progetto simil-imprenditoriale se vogliamo, orientato a fornire agli studenti UNIPV l’opportunità che cercavano da anni, con lo scopo di diventare un punto di riferimento tra le associazioni universitarie, tanto per gli studenti pavesi più intraprendenti quanto per le realtà imprenditoriali sul territorio.

Lo scorso 10 Ottobre JECO diventa a tutti gli effetti Junior Enterprise.

Forte della presenza a Pavia di quasi tutte le facoltà, dalle scientifiche alle umanistiche, JECO può – nell’acquisizione dei propri associati – sin da subito attingere a un panorama studentesco estremamente diversificato.

Appena nata, pone come proprio valore fondante l’incredibile moltitudine competenziale che compone il quadro della nostra realtà accademica.

Per JECO l’eterogeneità del contesto diventa capitale inestimabile a servizio di una mission basata sulla compensazione sinergica delle competenze, che hanno il ruolo di propulsore attivo per la formazione e la crescita degli associati.

In tal senso, la multidisciplinarietà ci ha permesso di scalare una salita che sembrava ripidissima. Sin da subito i nostri Junior Entrepreneurs hanno saputo mettere a disposizione la loro differenza, i loro unici stili di pensiero, approcci alle situazioni e non ultime le loro competenze per produrre un reale e unico vantaggio competitivo.

Tale vantaggio si concretizza nell’integrazione di conoscenze e competenze tra le aree associative, ispirate da un’efficace comunicazione orizzontale che permette agli associati di “lasciare” il proprio ambito di competenza per esplorarne di nuovi, promuovendo lateralità e flessibilità.

Sono stati proprio questi valori che ci hanno permesso di affrontare e superare gli ostacoli che si sono presentati in questi mesi di pandemia, mesi che ci hanno messo in difficoltà ma che grazie al nostro Network ci hanno permesso di continuare a crescere.

Covid-19 e Change Management: gestire la crisi per diventare più forti

Le persone sono normalmente ingenite di una naturale resistenza al cambiamento, nel lavoro – a maggior ragione – le abitudini e la cultura organizzativa offrono una tregua dalla tensione tipica del processo di avvicinamento a qualcosa che non si conosce.

Le JE più di altre realtà organizzative, anche le più modernamente strutturate, affondano le proprie radici costitutive nella motivazione dei loro associati, nel commitment, nell’identificazione con una realtà e una visione uniche.

La pandemia da Covid-19 ha ridefinito margini e peculiarità del mondo del lavoro: non di meno ha influenzato la nostra Junior Enterprise, che si è trovata giovanissima a gestire una crisi capitale unica nella storia.

Durante ogni processo di transizione è essenziale saper ridefinire i propri obiettivi nella situazione contingente e altrettanto lo è pianificare.

«I piani sono superflui, ma pianificare è indispensabile» suggeriva Eisenhower, parlando della sua esperienza militare.

Avere un piano, un programma, è sì utile ma spesso accade che questo vada riconsiderato in itinere, l’atto di pianificazione invece significa guardare al futuro e pensare a come muoversi per affrontarlo.

In uno scenario a tinte fosche la multidisciplinarietà dei nostri associati ci ha offerto la chiave di gestione del cambiamento, di superamento della resistenza, di pianificazione del futuro: la flessibilità.

Lavorare in passato a progetti che non riguardassero precisamente la loro estrazione accademica ha preparato i ragazzi di JECO alla flessibilità e alla capacità di gestione di problemi complessi, soft-skills risultate determinanti nella rieducazione degli associati ai nuovi metodi di lavoro agile, nel prepararci rapidamente a un nuovo concetto di “normalità”.

Sicuramente il traguardo più significativo per noi – analogamente ai progetti condotti e ultimati in smart-working – è stato riuscire a trasferire il Processo di Reclutamento delle nuove risorse totalmente in telematico la scorsa primavera, considerato come, tra i nostri HR, la maggior parte fosse alla prima esperienza di Selezione.

Adesso la sfida più grande sarà mantenere alto il coinvolgimento associativo nonostante le fisiologiche distanze, mantenendo l’equilibrio fra strategia, pianificazione e realtà operativa concreta e tenendo alta la fede ai valori cardinali che fin dalla fondazione ci hanno contraddistinto.