Gian Luca Comandini, esperto di blockchain

Intervista a Gian Luca Comandini: nascita, sviluppo e diffusione dell’innovazione

Gian Luca Comandini è uno dei principali divulgatori tecnologici italiani ed è il Direttore della The Blockchain Management School, la prima scuola di Alta Specializzazione in Italia incentrata esclusivamente sulla tecnologia Blockchain. Membro della task force governativa di esperti scelta dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain. Professore in Blockchain presso diverse Università, nel 2019 è stato inserito da Forbes nella classifica degli Under30 più influenti leader del futuro e da Millionaire tra i 15 giovani italiani che cambieranno il paese. Nel 2020 ha scritto “Da Zero alla Luna”, divenuto il libro italiano più venduto del settore. 

Comandini sostiene che viviamo in una realtà ingovernabile e che l’unico modo per “hackerare” il nostro sistema sia quello di assecondare l’innovazione tecnologica, sfruttando il cambio epocale che ad essa è correlato. Questo è il motivo che lo spinge con ambizione ad inseguire il suo sogno più grande: creare un’Università del Futuro, che sfrutti i miliardi di dati a disposizione per anticipare domanda e offerta nel mercato del lavoro. Proprio con questo scopo nasce “The Future School”, una Scuola di alta formazione specializzata in settori del futuro come appunto blockchain e artificial intelligence.

Abbiamo deciso di intervistare Gian Luca Comandini per sentire in prima persona il suo punto di vista e la sua opinione per comprendere come nasce, si sviluppa, si realizza e si diffonde un’innovazione partendo da due dei temi più discussi negli ultimi anni: Blockchain e Internet of Things.

Continua a leggere per scoprire cosa Gian Luca ha da dire!

JE Italy: “Prima di tutto, in quali ambiti viene applicata la Blockchain, in quali potrebbe rappresentare una potenzialità e dove, invece, risulterebbe superflua?”

GC: “Gli ambiti di applicazione della tecnologia blockchain sono ad oggi innumerevoli: proprio come con internet, rappresenta una tecnologia trasversale in grado di apportare dei cambiamenti epocali a molti sistemi tradizionali. Questa tecnologia non rappresenta il rimedio a tutti i mali, anche perchè in molti casi potrebbe tranquillamente bastare un qualsiasi database o altre tecnologie già esistenti. Tuttavia, qualora ci fosse bisogno di trasparenza, tracciabilità e gestione di una grande mole di dati, in quel caso sarebbe utile applicarla: ad esempio nei settori come la sanità o la pubblica amministrazione, si andrebbe incontro ad una sburocratizzazione e maggior efficienza senza rischi per la privacy.”

JE Italy: “Quale ruolo avrà l’uomo in una società sempre più avanzata dal punto di vista tecnologico?” 

GC: “lI problema è che stiamo creando sempre più tecnologie a misura d’uomo ma ci stiamo dimenticando di formare uomini a misura di tecnologia. Si deve ripartire necessariamente dall’alfabetizzazione tecnologica e dalla formazione sin dalle scuole elementari. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini ad essere cittadini e imprenditori consapevoli del futuro. Allora sì che tra 10 anni saremo in grado di utilizzare tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’IoT per efficientare i nostri sensi e le nostre skills senza rinunciare al controllo.”

JE Italy: “Si parla spesso della necessità di reinventarsi e di fare innovazione. Da dove dovrebbe partire una piccola azienda per riuscire ad implementare l’utilizzo di tecnologia blockchain nel proprio business? Quali sono i pregiudizi più comuni e le barriere all’ingresso più sostanziose all’implementazione di questo tipo di tecnologia, e cosa si può fare per risolverle?”

GC: “I pregiudizi più comuni quando si parla di tecnologie emergenti sono: il costo è troppo elevato, ci vuole troppo tempo, non sono in grado di utilizzarla.

Tutte barriere psicologiche che vanno abbattute con la divulgazione!

Oggi uno studio di fattibilità in ambito blockchain costa poche migliaia di euro e in meno di un mese si è in grado di sapere grazie a professionisti se può aver senso o meno applicare la blockchain per la propria azienda e, soprattutto, quali sono le stime in termini di risparmio o valore aggiunto. Dopo questo passo, ci vogliono dai 2 ai 5 mesi per sviluppare anche la più complessa delle infrastrutture blockchain se necessaria. Nulla di particolarmente complesso!”

JE Italy: ”L’evoluzione di questa tecnologia è esponenziale, quali sono gli strumenti per stare al passo?”

GC: ”Per stare al passo serve aggiornarsi. E per aggiornarsi serve leggere, studiare, essere curiosi. Ci sono fonti di informazioni preziosissime come, ad esempio, il sito Cointelegraph e numerosi corsi o libri da cui attingere. Non bisogna più aspettare!”

JE Italy: ”Le tematiche di sicurezza e privacy sono sempre molto dibattute: quali passi si stanno muovendo in questa direzione?”

GL: ”Quando si parla di privacy, la situazione è ancora molto confusa. Quello che non capiamo è che nel Terzo Millennio non possiamo ancora rimanere ancorati al concetto di privacy che ci portiamo dietro dal secolo scorso. Dobbiamo riscrivere da zero ciò che crediamo della privacy.

Il mio smartwatch ha accesso ai miei dati sanitari? Sì. 

Però grazie a quei dati mi salva la vita e mi avvisa se sto per avere un infarto!

Stessa cosa i social o altri mille strumenti ai quali molti di noi concedono volentieri l’accesso ai dati perché ci migliorano la vita o velocizzano il lavoro. Non demonizziamo i dati né chi li usa. Dobbiamo comprendere che andiamo incontro alla società della trasparenza e della condivisione, vanno perciò riscritte le leggi e le regole.”

 

Gian Luca Comandini ci ha fornito interessanti spunti su una tecnologia in grado di avere non solo impatti economici, ma anche sociali, politici e culturali. Nata poco più di 10 anni fa con Bitcoin e criptovalute, la blockchain vive oggi una nuova “primavera”.

Ma cosa sta accadendo nel nostro Paese?

Il mercato italiano della Blockchain è in lento ma costante sviluppo: poche sono le aziende che applicano questa tecnologia, ancor meno le aziende che hanno avviato veri e propri progetti di questo tipo. Eppure, non mancano i primi investimenti e le prime sperimentazioni.

Questo sarà il tema che lo stesso Comandini approfondirà nell’incontro di domani del Minor, un percorso di formazione a 360° sul tema dell’Innovazione, dedicato esclusivamente ai Junior Entrepreneur.